I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) riguardano tutte quelle problematiche che concernono il rapporto tra l’individuo e il cibo.

Tra i DCA si annoverano: l’Anoressia nervosa, la Bulimia nervosa, il Disturbo dell’alimentazione incontrollata (Bing Eating Disorder).

In questi disturbi l’alimentazione può assumere caratteristiche disordinate ed ossessive, con rituali tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo "normale".

Secondo un recente rapporto dell’Eurispes, sono circa due milioni i giovani italiani tra i 12 e i 25 anni affetti da disturbi del comportamento alimentare.

Nella maggior parte dei casi si tratta di donne (90% dei casi); circa il 5% delle giovani tra i 13 e i 35 anni soffre di anoressia e bulimia, ma l’incidenza sta salendo anche tra le quarantenni e tra gli uomini. Spesso la diagnosi dei DCA avviene tardivamente, anche dopo 6-7 anni dall’esordio, quando i sintomi fisici e psichici sono divenuti particolarmente evidenti.

Anoressia nervosa: è caratterizzata dal rifiuto del cibo e dalla ricerca esasperata della magrezza.

Si manifesta con una ossessionante preoccupazione per il proprio peso, con una distorta percezione corporea e con un alterato rapporto con il cibo, percepito come un nemico che può danneggiare o trasformare il corpo. Questo disturbo ha come conseguenza un drastico calo di peso, che può arrivare a compromettere seriamente la salute della persona.

Bulimia nervosa: è caratterizzata da ricorrenti "abbuffate" alimentari, legate alla sensazione di perdita di controllo e seguite da condotte di compensazione, come digiuno, vomito auto-indotto, uso di purganti o lassativi, o energici esercizi fisici che, nelle intenzione della persona, avrebbero lo scopo di eliminare le calorie assunte durante le abbuffate.

Le conseguenze mediche delle condotte compensative, specialmente nel caso del vomito, variano da patologie del cavo orale e del tratto digerente, a squilibri elettrolitici (principalmente ipopotassiemia) e possono determinare la necessità di ospedalizzazione.

La bulimia condivide con l’anoressia la distorsione dell’immagine corporea (anche se generalmente minore) e il terrore di ingrassare: molto spesso pazienti anoressici presentano condotte bulimiche e sono frequenti i casi di trasformazione in senso bulimico di quadri di anoressia nervosa.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata: è caratterizzato da episodi ricorrenti di "abbuffate" non accompagnati dalla messa in atto di strategie per compensare l’ingestione del cibo in eccesso. L’abbuffata compulsiva è caratterizzata da perdita di controllo, velocità nel mangiare, sensazione di pienezza eccessiva, introduzione di grandi quantitativi di cibo in mancanza della sensazione di fame, segretezza nell’atto del mangiare, disgusto e ribrezzo verso sé stessi, stati di ansia e forte agitazione espressi anche a livello motorio.

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) riguardano tutte quelle problematiche che concernono il rapporto tra l’individuo e il cibo.

Tra i DCA si annoverano: l’Anoressia nervosa, la Bulimia nervosa, il Disturbo dell’alimentazione incontrollata (Bing Eating Disorder).

In questi disturbi l’alimentazione può assumere caratteristiche disordinate ed ossessive, con rituali tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo "normale".

Secondo un recente rapporto dell’Eurispes, sono circa due milioni i giovani italiani tra i 12 e i 25 anni affetti da disturbi del comportamento alimentare.

Nella maggior parte dei casi si tratta di donne (90% dei casi); circa il 5% delle giovani tra i 13 e i 35 anni soffre di anoressia e bulimia, ma l’incidenza sta salendo anche tra le quarantenni e tra gli uomini. Spesso la diagnosi dei DCA avviene tardivamente, anche dopo 6-7 anni dall’esordio, quando i sintomi fisici e psichici sono divenuti particolarmente evidenti.

Anoressia nervosa: è caratterizzata dal rifiuto del cibo e dalla ricerca esasperata della magrezza.

Si manifesta con una ossessionante preoccupazione per il proprio peso, con una distorta percezione corporea e con un alterato rapporto con il cibo, percepito come un nemico che può danneggiare o trasformare il corpo. Questo disturbo ha come conseguenza un drastico calo di peso, che può arrivare a compromettere seriamente la salute della persona.

Bulimia nervosa: è caratterizzata da ricorrenti "abbuffate" alimentari, legate alla sensazione di perdita di controllo e seguite da condotte di compensazione, come digiuno, vomito auto-indotto, uso di purganti o lassativi, o energici esercizi fisici che, nelle intenzione della persona, avrebbero lo scopo di eliminare le calorie assunte durante le abbuffate.

Le conseguenze mediche delle condotte compensative, specialmente nel caso del vomito, variano da patologie del cavo orale e del tratto digerente, a squilibri elettrolitici (principalmente ipopotassiemia) e possono determinare la necessità di ospedalizzazione.

La bulimia condivide con l’anoressia la distorsione dell’immagine corporea (anche se generalmente minore) e il terrore di ingrassare: molto spesso pazienti anoressici presentano condotte bulimiche e sono frequenti i casi di trasformazione in senso bulimico di quadri di anoressia nervosa.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata: è caratterizzato da episodi ricorrenti di "abbuffate" non accompagnati dalla messa in atto di strategie per compensare l’ingestione del cibo in eccesso. L’abbuffata compulsiva è caratterizzata da perdita di controllo, velocità nel mangiare, sensazione di pienezza eccessiva, introduzione di grandi quantitativi di cibo in mancanza della sensazione di fame, segretezza nell’atto del mangiare, disgusto e ribrezzo verso sé stessi, stati di ansia e forte agitazione espressi anche a livello motorio.

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P.I. n° 04393730280






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Secondo un recente rapporto dell’Eurispes, sono circa due milioni i giovani italiani tra i 12 e i 25 anni affetti da disturbi del comportamento alimentare.
Nella maggior parte dei casi si tratta di donne (90% dei casi); circa il 5% delle giovani tra i 13 e i 35 anni soffre di anoressia e bulimia, ma l’incidenza sta salendo anche tra le quarantenni e tra gli uomini.
Spesso la diagnosi dei DCA avviene tardivamente, anche dopo 6-7 anni dall’esordio, quando i sintomi fisici e psichici sono divenuti particolarmente evidenti.
Anoressia nervosa: è caratterizzata dal rifiuto del cibo e dalla ricerca esasperata della magrezza .
Si manifesta con una ossessionante preoccupazione per il proprio peso, con una distorta percezione corporea e con un alterato rapporto con il cibo, percepito come un nemico che può danneggiare o trasformare il corpo.
Questo disturbo ha come conseguenza un drastico calo di peso, che può arrivare a compromettere seriamente la salute della persona.
Bulimia nervosa: è caratterizzata da ricorrenti “abbuffate” alimentari, legate alla sensazione di perdita di controllo e seguite da condotte di compensazione, come digiuno, vomito auto-indotto, uso di purganti o lassativi, o energici esercizi fisici che, nelle intenzione della persona, avrebbero lo scopo di eliminare le calorie assunte durante le abbuffate.
Le conseguenze mediche delle condotte compensative, specialmente nel caso del vomito, variano da patologie del cavo orale e del tratto digerente, a squilibri elettrolitici (principalmente ipopotassiemia) e possono determinare la necessità di ospedalizzazione.
La bulimia condivide con l’anoressia la distorsione dell’immagine corporea (anche se generalmente minore) e il terrore di ingrassare: molto spesso pazienti anoressici presentano condotte bulimiche e sono frequenti i casi di trasformazione in senso bulimico di quadri di anoressia nervosa.
Disturbo da Alimentazione Incontrollata: è caratterizzato da episodi ricorrenti di “abbuffate” non accompagnati dalla messa in atto di strategie per compensare l’ingestione del cibo in eccesso. L’abbuffata compulsiva è caratterizzata da perdita di controllo, velocità nel mangiare, sensazione di pienezza eccessiva, introduzione di grandi quantitativi di cibo in mancanza della sensazione di fame, segretezza nell’atto del mangiare, disgusto e ribrezzo verso sé stessi, stati di ansia e forte agitazione espressi anche a livello motorio.
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“Dopo un tempo di declino viene un punto di svolta. La luce intensa che era stata cacciata ritorna.
C’è movimento, ma non è determinato per violenza… Il movimento è naturale, sorge spontaneamente.
Perciò la trasformazione di ciò che è iniziato diventa facile.
Il vecchio viene rifiutato e ad esso subentra il nuovo.
Entrambe le misure sono in accordo col tempo; perciò non ne risulta alcun danno.”

- I Ching