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Ossessioni e compulsioni

Cura del disturbo ossessivo-compulsivo a Padova e Cittadella

"È dalla combinazione di cose discordanti che nascono le più belle armonie" (Eraclito)
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un quadro clinico fortemente invalidante che colpisce dal 2 al 3% delle persone nell’arco di una vita. È caratterizzato dalla presenza di ossessioni o compulsioni, che il soggetto critica e vive come assurde e inaccettabili ma alle quali non riesce a sottrarsi. Lo stato emotivo predominante è costituito da una marcata ansia che viene alleviata solo se la persona si “abbandona” alle compulsioni.
Affinché venga diagnosticato un disturbo ossessivo-compulsivo devono essere presenti o soltanto ossessioni, oppure ossessioni e compulsioni. Almeno l’80% dei pazienti ossessivi ha ossessioni e compulsioni, meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni.
Ossessioni
La parola ossessione deriva dal verbo latino "obsidere" (assediare) usato in passato per indicare "lo stare sempre addosso a qualcuno".
Le ossessioni sono rappresentate da pensieri, immagini o impulsi persistenti che vengono vissuti come intrusivi e inappropriati e che causano un marcato disagio.
L'ossessione per l'ordine e la perfezione è uno dei comportamenti più frequenti: essa porta alla diligenza, alla pulizia accurata, alla preoccupazione per il dettaglio, alla precisione, alla "mania per le cose al loro posto". Non c'è dubbio che tutto ciò, se contenuto entro certi limiti, sia positivo e anche desiderabile; in talune professioni, anzi, è necessario avere una buona dose di tali caratteristiche. Tuttavia, quando ogni energia è impegnata nel raggiungimento di uno solo scopo, tali qualità positive possono assorbire ogni interesse e cancellare ogni altra soddisfazione.
Le forme più comuni di ossessione sono:
• ossessioni aggressive: paura di poter far male a sé o agli altri, pronunciare oscenità o insulti, rubare oggetti ecc.;
• ossessioni di contaminazione: preoccupazione o disgusto per i rifiuti o le secrezioni del corpo, per lo sporco, per i germi, animali ecc.
• ossessioni sessuali: pensieri, immagini o impulsi sessuali proibiti o perversi; pensieri di pedofilia o incesto od omosessualità ecc.;
• ossessioni a sfondo religioso (preoccupazioni rispetto a sacrilegi o peccati di blasfemia; eccessiva moralità ecc.);
• ossessioni di accumulo: collezione di oggetti più svariati;
• ossessioni di ordine e simmetria: necessità di tenere le cose sempre in un certo ordine.
Una caratteristica dell'individuo ossessivo è data dalla presenza di dubbi e di insicurezze; l'intera sua vita è perseguitata dal dubbio, che può riguardare scelte, azioni, pensieri, osservazioni, ricordi. E' tipico ritornare sui propri passi per controllare se la porta è stata chiusa in modo giusto, se la luce è stata spenta, se il gas è stato chiuso, e così via. Il dubbio ossessivo può riguardare non solo la propria persona, ma anche gli alti: per esempio, può sorgere circa l'amore del coniuge, la fedeltà di un amico, la serietà di un professionista.
Talvolta le ossessioni spingono a "non fare": ad esempio, una persona non entra in chiesa per paura di sentirsi costretta a bestemmiare o a pensare cose sconvenienti sul piano sessuale, oppure evita di usare i coltelli per paura del proprio impulso a colpire qualcuno.
“Impossibile sapere perché un’idea si impadronisca di noi, per non mollarci più.
Si direbbe che sorga dal punto più debole della nostra mente oppure, più precisamente, dal punto più minacciato del nostro cervello.”

- E.M. Cioran
Compulsioni
Il termine compulsione deriva dal latino "compellere" (spingere) e, in epoca più tarda, "compulsare" (obbligare, costringere a fare qualcosa); implica dunque il concetto di essere costretti a mettere in atto dei comportamenti contro la propria volontà.
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (per esempio, lavarsi le mani, toccare un numero determinato di volte certi oggetti, controllare, riordinare) o azioni mentali (pregare, contare, ripetere parole) che la persona si sente obbligata a mettere in atto al fine di prevenire o ridurre l’ansia o l’angoscia che accompagna un’ossessione o di impedire alcuni eventi o situazioni temute. Per esempio, gli individui con l’ossessione di essere contaminati possono ridurre il loro stato di tensione lavandosi le mani fino a che la pelle diventi ruvida; gli individui angosciati dall’ossessione di aver lasciato la porta aperta possono essere portati a controllare la serratura ogni minuto; gli individui angosciati da pensieri blasfemi possono trovare sollievo nel contare da 0 a 10 cento volte per ciascun pensiero.
Le più comuni compulsioni coinvolgono il lavare, il pulire, il contare, il controllare, il richiedere o domandare rassicurazioni. Quando questi comportamenti diventano persistenti, la vita della persona è molto limitata, presa come è dai pensieri e dai riti che deve insistentemente ripetere; in certi casi, anzi, essa viene interamente assorbita dai suoi sintomi e vive in uno stato di profonda disperazione.
Quando possiamo parlare di disturbo ossessivo-compulsivo?
Le ossessioni sono un'esperienza comune a tutte le persone. Molti hanno piccole ossessioni e compulsioni che non sono certo "anormali": quando stiamo per comprare una nuova automobile, non facciamo che pensare a quella, forse anche mentre dormiamo; la sera prima di un viaggio possiamo controllare e ricontrollare la sveglia per ridurre l'ansia di non alzarci in tempo.
Perché si possa parlare di disturbo ossessivo-compulsivo queste manifestazioni del comportamento devono essere abbastanza severe da compromettere il normale ritmo delle attività quotidiane o da causare una significativa interferenza con il funzionamento lavorativo (o scolastico) e sociale o con le relazioni con gli altri.
In passato la prognosi relativa alla risoluzione del disturbo ossessivo compulsivo era piuttosto sfavorevole. Ad oggi, invece, l'affinarsi delle conoscenze e delle metodologie di intervento in psicoterapia, permettono una prognosi decisamente più favorevole in tempi di trattamento anche relativamente brevi.
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