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L'agorafobia

Terapia dell'agorafobia a Padova e Cittadella | Dr. Roberto Gava

"C'è bisogno di poco per essere felici; è tutto dentro di te, nel tuo modo di pensare" (Marco Aurelio)
Il termine agorafobia deriva dal greco “αγορά” (piazza) e “φοβία” (paura) ed è traducibile come paura degli spazi aperti. Il concetto di agorafobia fu introdotto in psicologia e psichiatria da Westphal (1871) che descrisse il fenomeno come paura delle strade larghe, degli spazi aperti e delle piazze. In seguito, il significato del termine agorafobia è stato esteso a indicare tutte le situazioni in cui un individuo teme di sentirsi male lontano da casa, dove la propria abitazione viene generalmente vissuta come rifugio e luogo sicuro.
L’agorafobico infatti non teme solo gli spazi aperti, egli ha paura di:
utilizzare dei trasporti pubblici (per esempio automobili, bus, treni, navi, aerei)
trovarsi in spazi aperti (per esempio parcheggi, mercati, ponti)
trovarsi in spazi chiusi (per esempio negozi, teatri, cinema)
stare in fila oppure tra la folla
essere fuori casa da solo
Quando la persona che soffre di agorafobia si trova in una di queste situazioni (o in molte altre situazioni simili) avverte una marcata sensazione di paura o di grave disagio. Questa sensazione di irrequietezza porta la persona a cercare la via d’uscita o di fuga più immediata. Ad accrescere l’ansia della persona che soffre di agorafobia è proprio la sensazione di difficoltà rispetto alla possibilità di procedere ad un allontanamento dalla situazione temuta o di ricevere il necessario aiuto in caso di malore.
Con il tempo si sviluppa quindi una condotta di evitamento nei confronti delle situazioni temute al fine di escludere la possibilità dell’insorgenza di una crisi di ansia o di altri malesseri psico-fisici. Quando questi evitamenti iniziano a compromettere le attività quotidiane ed il funzionamento socio-lavorativo della persona, allora si parla di agorafobia.
"La  lezione  più  importante  che  l’uomo  possa imparare in vita non è che nel mondo non esiste la paura, ma che dipende da noi trarne profitto e che ci è consentito tramutarla in coraggio".

- Tagore
L’agorafobia può essere diagnosticata all’interno del disturbo di panico con agorafobia o come agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico. In questo ultimo caso, le crisi che il paziente evita sono caratterizzate da sintomi d’ansia tipo panico, ma senza tutte le caratteristiche dell’attacco di panico vero e proprio.
L'agorafobia è una delle manifestazioni ansiose più invalidanti, in quanto chi ne soffre spesso diventa completamente dipendente dalle mura domestiche, oppure è costretto ad uscire di casa solo quando è accompagnato. La gravità della malattia può essere tale da portare ad una vera e propria inabilità, con l’individuo che rimane intrappolato in casa anche per lunghi periodi di tempo (senza cura, alcune persone possono restare chiuse in casa per anni).
Quando la fobia è tale da causare uno stato di sofferenza e disagio in grado di compromettere la qualità di vita, rivolgersi ad uno specialista, come lo psicologo-psicoterapeuta, è un passo importante da compiere per giungere ad un trattamento adeguato, poiché l'agorafobia può essere efficacemente trattata con interventi psicologici.
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