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La paura degli animali (Zoofobia)
ARTICOLI E APPROFONDIMENTI PSICOLOGIA CLINICA E PSICOTERAPIA  /  LA PAURA DEGLI ANIMALI (ZOOFOBIA)

La paura degli animali (Zoofobia) | Dr. Roberto Gava

"Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura" (Mark Twain)
La zoofobia è la paura spesso del tutto irrazionale che si prova nei confronti degli animali in generale o - più frequentemente - nei confronti di una particolare specie animale.
Gli animali che più spesso suscitano paure sono: gli uccelli (ornitofobia), gli insetti (entomofobia), i topi (musofobia), i gatti (ailurofobia), i cani (cinofobia) e i serpenti (ofidiofobia).
Va precisato che si parla di fobia solo a proposito della paura di animali non pericolosi: le paure concernenti gli animali obiettivamente pericolosi (tigri, coccodrilli, squali, serpenti velenosi…) sono considerate, in tutte le culture, normali e utili.
La maggior parte delle fobie animali dell’adulto ha esordio nella prima infanzia (tra i 2 e i 4 anni di età) e solo una piccola parte prende origine da un esperienza traumatica come ad esempio il morso di un cane o l’aggressione da parte di uno sciame di api.
Chi soffre di zoofobia può arrivare a sperimentare intensi attacchi di panico alla sola vista del proprio oggetto fobico. Sentimenti di repulsione e di disgusto, paura di essere aggrediti, sono alcune delle sensazioni sperimentate dai zoofobici. Nei casi più gravi anche l’immagine filmata o fotografata degli oggetti o delle situazioni temute evoca una marcata risposta ansiosa.
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Di solito la paura non è determinata dall’animale in sé , ma dalle conseguenze spaventose che la persona immagina possano derivare dal contatto con esso. Ad esempio, la paura dei topi è legata alla possibilità di essere morsi, la paura dei piccioni al timore essere attaccati da qualcosa di imprevedibile e incontrollabile.
Le persone zoofobiche hanno spesso la consapevolezza che il pericolo è minimo o inesistente, ma ciò non riduce la loro paura. Solo il pensiero di un possibile contatto con l’animale temuto scatena una risposta ansiosa automatica di intensità pari a quella che si avrebbe nel caso che le conseguenze immaginate fossero reali.
L’evitamento di tutte quelle situazioni che potrebbero esporre la persona al contatto con l’animale temuto è una delle strategie comportamentali messa in atto con maggior frequenza da chi soffre di zoofobia. Le condotte di evitamento possono essere più o meno invalidanti a seconda della diffusione e delle possibilità di incontro con gli animali e con le situazioni temute.
Tra le fobie che l’uomo prova verso gli animali, ve n’è una diffusissima: quella che si manifesta verso i piccioni. In particolare, dei piccioni spaventa l’imprevedibilità dei movimenti, unita al fatto che si avvicinano tranquillamente all’uomo, provocando in chi li teme la sensazione di essere perseguitato. Inoltre per alcune persone i piccioni sono minacciosi perché portatori potenziali di parassiti e infezioni.
Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano un nido.

- Proverbio Cinese -
Le zoofobie solitamente non sono particolarmente invalidanti perché le situazioni in cui si viene a contatto con l’animale temuto sono talmente rare che non preoccupano al punto di dover intervenire. Le fobie per gli animali possono, tuttavia, divenire invalidanti quando sono frequenti le occasioni di contatto con lo stimolo. Non è raro ad esempio osservare pazienti con fobia dei piccioni i cui livelli di funzionamento sociale sono disturbati dalla necessità di evitare piazze, strade o luoghi dove abitualmente sono presenti questi pennuti.
Il trattamento della zoofobia prevede primariamente un percorso terapeutico volto alla risoluzione della condizione di disagio. Il lavoro terapeutico è basato sulla cooperazione: terapeuta e cliente collaborano per comprendere il problema, indagano il significato che il problema riveste nella vita del cliente e identificano le strategie più adeguate per la sua risoluzione.  La finalità generale del trattamento è quella di mettere la persona nelle condizioni di sperimentare un cambiamento, di mettere alla prova nuovi comportamenti, nuovi modi di guardare al problema. Per raggiungere tale obiettivo la terapia può prevedere l’utilizzo di tecniche psicologiche specifiche quali l’esposizione, il rilassamento e il controllo della respirazione.
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