"L'uccello che sia stato invischiato in un cespuglio, prende a dubitare, con l'ali tremanti, d'ogni altro cespuglio che veda" (Shakespeare)
Psicologo - Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott. Roberto Gava
ARTICOLI E APPROFONDIMENTI PSICOLOGIA GIURIDICA  /  STALKING: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

STALKING: DEFINIZIONE E PRINCIPALI CARATTERISTICHE

Con la parola anglosassone stalking (letteralmente significa "fare la posta", "inseguimento") si è soliti qualificare comportamenti reiterati di tipo persecutorio, realizzati dal soggetto persecutore (stalker) nei confronti della sua vittima.
Si tratta di un insieme di condotte vessatorie, sotto forma di minaccia, molestia, atti lesivi continuati e tali da indurre nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico e un ragionevole senso di timore. In genere si parla anche di "sindrome del molestatore assillante", sottolineandone quale aspetto caratterizzante la relazione "forzata" e "controllante" che si stabilisce tra persecutore e vittima; relazione, quest’ultima, che finisce per condizionare il normale svolgimento della vita quotidiana della vittima.
Lo stalking per essere definito tale, deve comprendere una triade di componenti necessarie:
- un attore (stalker) che individua una persona nei confronti della quale agisce la condotta molesta e persecutoria;
- una serie ripetuta di comportamenti con carattere di controllo (pedinamenti, appostamenti, visite a casa o nel luogo di lavoro, minacce o aggressioni) e/o di comunicazione (ad es. telefonate, invio di sms, e-mail, lettere, regali ecc.);
- una vittima (stalking victim) che percepisce soggettivamente come intrusivi e sgraditi i comportamenti agiti dall’attore, avvertendoli con un associato senso di minaccia e di paura.
Lo stalker può essere un conoscente, un collega, un estraneo, oppure, nella maggior parte dei casi (circa il 70% - 80%), un partner o un ex-partner della vittima. In genere agisce, in quest’ultimo contesto, per recuperare il rapporto precedente o vendicarsi per essere stato lasciato. In ogni caso per il molestatore la vittima non è più una "persona", autonoma e dotata di diritti, ma diviene l’"oggetto" su cui investire i propri bisogni di riconoscimento e di attenzione.
La vita di una persona vittima di stalking può cambiare radicalmente fino a impregnarsi di paura per l’imprevedibilità di quello che potrebbe accadere. Molte persone per timore di ricevere nuove molestie hanno persino paura di uscire di casa, non riescono a mantenere il proprio lavoro, non sono in grado di instaurare nuove relazioni, subendo in tal modo una notevole limitazione della propria esistenza. Rinunciano, spesso, ad andare a trovare amici e parenti e, in alcuni casi, cambiano lavoro o addirittura casa o residenza sconvolgendo il loro equilibrio. Quasi sempre sono costrette a
 cambiare numero di telefono e indirizzo di posta elettronica.
Gli effetti dello stalking hanno delle pesanti ripercussioni sul benessere psicologico della vittima che sovente si trova inerme e indifesa. La vittima può manifestare problematiche legate ai disturbi d’ansia, insonnia, incubi, pensieri intrusivi inerenti al molestatore, ipervigilanza, depressione o rabbia. Nei casi più gravi, dove sono stati consumate aggressioni o tentativi di omicidio, la vittima può manifestare i sintomi tipici del Disturbo Post-Traumatico da Stress quali: il continuo rivivere l’evento traumatico, ricordi ricorrenti ed intrusivi dell’evento, sogni sgradevoli ricorrenti durante i quali l’evento può essere ripetuto o altrimenti rappresentato, intenso disagio psicologico o reattività fisiologica se la persona viene esposta ad eventi scatenanti che assomigliano o simbolizzano un aspetto dell’evento traumatico, marcata riduzione dell’interesse o della partecipazione ad attività precedentemente piacevoli, sensazione di sentirsi distaccato o estraneo nei confronti delle altre persone, riduzione della capacità di provare emozioni.
Può essere di fondamentale importanza seguire un percorso di sostegno psicologico per poter superare le problematiche psicologiche connesse allo stalking e recuperare la propria libertà di essere umano.

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"Credere che l’uomo sia l’autore del suo destino non vuol dire negare che possa essere drammaticamente limitato dalle circostanze.
Ho visto troppi giovani sfortunati, alcuni dei quali morire letteralmente di fame in quel deserto di polvere oppresso dalla depressione, per non essere consapevole delle loro tragiche limitazioni.
Chiaramente le circostanze non permettevano loro molte delle cose che avrebbero voluto fare; ma, ciò nonostante, questo non vuol dire che fossero vittime delle circostanze.
Per quanto fosse stato loro negato, c’erano ancora un’infinità di possibilità a loro disposizione”.

- George Kelly
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