"L'uccello che sia stato invischiato in un cespuglio, prende a dubitare, con l'ali tremanti, d'ogni altro cespuglio che veda" (Shakespeare)
Psicologo - Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott. Roberto Gava
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STALKING: LE DIVERSE TIPOLOGIE DI STALKERS

Recentemente la ricerca criminologica e psicopatologica si è posta l’obietto di delineare il profilo tipico dello Stalker, dei tratti di personalità o degli aspetti psicopatologici che, in qualche modo, potessero dare una "prevedibilità" al molestatore.
Una delle classificazioni maggiormente accreditate è quella proposta da Mullen, Pathé e Purcell (2000), basata sullo studio di 145 stalker in Australia. La ricerca ha classificato i molestatori in diverse tipologie sulla base delle motivazioni all'avvio delle condotte moleste, del tipo di relazione precedente con la vittima, della presenza di disturbi psichiatrici ed eventualmente del tipo di violenza.
Le tipologie individuate sono quelle del risentito, del cercatore di intimità, del corteggiatore inadeguato, del rifiutato, del predatore.

- La tipologia del "risentito". All’interno di questa categoria rientrano i molestatori il cui comportamento è sospinto dal
 desiderio di vendicarsi poiché ritengono di aver subito un danno. I comportamenti dello stalker "risentito" mirano a causare paura e apprensione nella vittima. Si tratta di solito di un ex-partner che desidera vendicarsi per la rottura della relazione sentimentale causata, a suo avviso, da motivi ingiusti. Forte di questo risentimento, si sente spinto a ledere sia l'immagine della persona (per esempio, pubblicando sul web foto o immagini osé oppure stampando volantini con frasi oscene per farli girare nell'ambiente di lavoro della vittima) sia la persona stessa (aspettandola fuori casa per farle delle scenate), sia danneggiando cose di proprietà (rigando, per esempio, la macchina o forandone le gomme).

- La tipologia del "cercatore di intimità".
 Lo stalker "cercatore di intimità" indirizza i suoi sforzi nel tentativo di costruire una relazione con un partner idealizzato e persiste con le proprie comunicazioni e i propri approcci, incurante o indifferente alle risposte negative da parte della vittima. Molti sono convinti che i loro sentimenti siano ricambiati e che l’altro debba essere aiutato a superare qualche problema (concreto o affettivo) che lo blocca.

- La tipologia del "corteggiatore inadeguato". Rientrano in questa categoria i molestatori il comportamento è spiegato dalle loro scarse capacità sociali; lo
 Stalker che rientra in questa tipologia non riesce a entrare in sintonia con il partner desiderato, essendo incapace di avvicinare persone dellaltro sesso e di entrare in relazione con loro. Questo tipo di stalking procura scarse soddisfazioni, e perciò è raro che venga proseguito a lungo. Spesso i soggetti appartenenti a questa categoria mettono in atto condotte di stalking nei confronti di più vittime e cercano un nuovo bersaglio ogniqualvolta non hanno successo con quello precedente.

- La tipologia del "rifiutato". I molestatori che rientrano in questa categoria mettono in atto il comportamento di Stalking
 come conseguenza di un rifiuto; abitualmente questo tipo di molestatore oscilla tra il desiderio di ricongiungimento e quello di vendetta per labbandono subito. Lo stalker "rifiutato" in genere inizia la persecuzione dopo che la partner (o il partner) lo ha lasciato, o ha espresso il desiderio di porre fine alla relazione.
Il momento scatenante è la rottura della relazione, che innesca una serie di strategie volte a impedire l’allontanamento della vittima e a prolungare nel tempo un legame ormai interrotto. La persecuzione diventa così una continuazione della relazione, la cui perdita è percepita come troppo minacciosa.

- La tipologia del "predatore". Rientrano in questa categoria i molestatori il cui comportamento è motivato dal desiderio di avere rapporti sessuali
 con la vittima. I predatori, che sono quasi sempre di sesso maschile e spesso vengono arrestati per molestie sessuali, costituiscono un piccolo ma pericoloso gruppo di persecutori che attaccano la vittima di sorpresa. Spesso dedicano le proprie attenzioni a una persona sconosciuta, con tentativi di approccio che risultano improduttivi, incuranti dellevidente fastidio della vittima.


Mullen, P.E., Pathé, M., Purcell, R. (2000). Stalkers and their Victims. Cambridge University Press.

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"Credere che l’uomo sia l’autore del suo destino non vuol dire negare che possa essere drammaticamente limitato dalle circostanze.
Ho visto troppi giovani sfortunati, alcuni dei quali morire letteralmente di fame in quel deserto di polvere oppresso dalla depressione, per non essere consapevole delle loro tragiche limitazioni.
Chiaramente le circostanze non permettevano loro molte delle cose che avrebbero voluto fare; ma, ciò nonostante, questo non vuol dire che fossero vittime delle circostanze.
Per quanto fosse stato loro negato, c’erano ancora un’infinità di possibilità a loro disposizione”.

- George Kelly
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