"Ogni genere di pacifica cooperazione tra gli uomini si basa principalmente sulla fiducia reciproca" (A. Einstein)
Psicologo - Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott. Roberto Gava
ARTICOLI E APPROFONDIMENTI STRESS E BENESSERE  /  IL BIOFEEDBACK NELLA TERAPIA DELL'EMICRANIA

IL BIOFEEDBACK NELLA TERAPIA DELL'EMICRANIA E DELLA CEFALEA DI TIPO TENSIVO

Le cefalee rappresentano uno dei disturbi più comuni nella popolazione generale: ne esistono differenti tipi con diverse cause, fra cui le più diffuse sono la cefalea di tipo tensivo e l’emicrania.

La cefalea di tipo tensivo
La
 cefalea di tipo tensivo è la più frequente (90%) tra le cefalee. Affligge fino al 75% della popolazione, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile.
Di solito si presenta come un dolore diffuso a tutta la testa, d'intensità media o moderata, che molti descrivono simile alla sensazione di avere una fascia stretta intorno alla testa.
I sintomi principali della cefalea tensiva sono:
- dolore oppressivo, spesso definito come "cerchio alla testa" di intensità variabile, non pulsante;
- dolore bilaterale;
- dolore che si aggrava esercitando pressione sui muscoli tesi;
- dolore non aggravato dall'attività fisica;
- raramente è presente nausea, mai vomito;
- raramente sono presenti fotofobia o fonofobia (mai entrambe).
Le cause della cefalea di tipo
 tensivo non sono del tutto note. Sembra comunque che questa forma di mal di testa sia legata a fattori psicologici, quali ansia, stress e tensione, che inducono una contrazione continua dei muscoli del capo e del collo. Sarebbe proprio questa contrattura muscolare l'origine del dolore.

L'emicrania
L'emicrania è caratterizzata da un dolore pulsante localizzato ad un lato della testa (da cui il nome emicrania, mezzo cranio), della durata variabile da qualche ora fino a qualche giorno e può aggravarsi con la normale attività fisica.
Rispetto alla cefalea tensiva, il dolore dell'emicrania è più disabilitante, la sua intensità è media o grave, ovvero limita o impedisce del tutto lo svolgimento delle attività quotidiane.
Il dolore emicranico può essere preceduto da sintomi premonitori (emicrania con aura) oppure comparire senza alcun preavviso (emicrania senz'aura). L'aura è caratterizzata da disturbi della visione (lampi luminosi, annebbiamento della vista, visione deformata degli oggetti) che compaiono 5-20 minuti prima dell'attacco e durano per circa un'ora.
La vera causa dell'emicrania è tuttora sconosciuta. Classicamente il meccanismo di insorgenza del dolore è stato ricondotto alla vasodilatazione che segue un'improvvisa costrizione dei vasi cerebrali.

Biofeedback: trattamento ed efficacia
Il biofeedback è un tecnica che ha dato prove scientifiche di considerevole efficacia sia nel trattamento della cefalea tensiva
 che dell'emicrania.
Secondo le più recenti rassegne e meta-analisi di studi scientifici (Nestoriuc e coll., 2008) il biofeedback è un trattamento efficace e specifico per la cefalea tensiva (livello "5", il più elevato), ed è un'opzione efficace di trattamento per l'emicrania (livello "4").
Tramite il biofeedback è possibile controllare quelle funzioni che hanno uno stretto legame con il dolore: l'attività muscolare per la cefalea tensiva e
 il meccanismo di vasocostrizione e vasodilatazione per l'emicrania.
Per quanto riguarda la cefalea tensiva, numerosi studi hanno valutato come il
 biofeedback elettromiografico (EMG), eventualmente associato a rilassamento, costituisca la terapia di elezione, poiché, attraverso di esso, una persona può imparare ad indurre un rilassamento a livello della muscolatura scheletrica, in modo da poter prevenire l’insorgenza della cefalea ed alleviarla in modo significativo qualora si dovesse presentare.
Il biofeedback termico è invece particolarmente indicato nel trattamento dell’emicrania. Grazie ad esso, infatti, una
  persona impara a modificare volontariamente il processo di costrizione e dilatazione dei vasi sanguigni cerebrali. In tal modo si agisce direttamente sul meccanismo che causa il dolore nellemicrania, sia a livello preventivo che a livello sintomatico.
La letteratura individua alcune categorie di persone per le quali il biofeedback è particolarmente indicato (Silberstein D.S., 2000):
- persone che prediligono un approccio non farmacologico;
- persone che presentano
 intolleranza o particolari rischi all'utilizzo di farmaci;
- persone che presentano una bassa risposta al trattamento farmacologico;
- donne in gravidanza, donne che programmano una gravidanza o donne in fase di allattamento;
- persone con una lunga storia di abuso di farmaci analgesici;
-
 persone che manifestano elevati livelli di stress.

Bibliografia:
- Nestoriuc Y, Martin A, Rief W, Andrasik F. Biofeedback treatment for headache disorders: a comprehensive efficacy review.
 Appl Psychophysiol Biofeedback. 2008 Sep;33(3):125-40. doi: 10.1007/s10484-008-9060-3. Epub 2008 Aug 26
- Silberstein D. S. Practice parameter: Evidence-based guidelines for migraine headache (an evidence-based review) - Report of the Quality Standards Subcommittee of the American Academy of Neurology. Neurology, 2000; 55:754-762

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