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Il biofeedback

Il biofeedback

"Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare" (A.C. Doyle)
Il biofeedback (tradotto dall'inglese: retroazione biologica) è una metodologia mediante la quale è possibile apprendere a controllare e ad autoregolare alcuni processi psicofisiologici che normalmente sono al di fuori della consapevolezza e del controllo volontario.
Questa tecnica mette in grado un soggetto di "ascoltare" le comunicazioni inviate dai propri organi e di imparare il linguaggio del proprio corpo. Vale a dire che una certa funzione corporea come la tensione muscolare, la temperatura cutanea o la pressione sanguigna può essere personalmente osservata mediante appositi sensori posti a contatto della pelle, mentre, in condizioni normali, tutto ciò passa inosservato. Si ha così la possibilità di controllare direttamente varie risposte dell'organismo.
Un esempio di trattamento con biofeedback è quello della regolazione della tensione muscolare in una terapia di rilassamento. Durante la seduta, il soggetto viene costantemente informato sul livello di tensione di vari gruppi muscolari tramite segnali esterni di ritorno (feedback) acustiti e/o visivi, forniti attraverso un computer. Il segnale di feedback varia di momento in momento, a seconda del variare dello stato di tensione o distensione muscolare. Per esempio, un aumento della tensione muscolare a livello della fronte viene tradotto in un aumento del tono o dell'intensità di un segnale acustico, mentre una diminuzione della tensione muscolare viene tradotta in una riduzione del tono o dell'intensità del segnale stesso; in questo modo il soggetto diventa consapevole dei propri stati di tensione e delle loro variazioni. Con la pratica ed attraverso l'apprendimento di specifiche tecniche di rilassamento, il soggetto può imparare a modulare questo parametro fisiologico, favorendo così la distensione ed il rilassamento.
L’assunto di base nell’uso del biofeedback è, quindi, che le persone possano migliorare il proprio benessere psicofisico e/o le proprie prestazioni professionali, sportive o artistiche imparando ad autoregolare le proprie funzioni corporee.
“Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare.
L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.”

- Paul Watzlawick
Allo stato attuale delle conoscenze, con il biofeedback possono essere misurati e regolati diversi parametri biologici. I principali sono: la tensione muscolare, la temperatura cutanea, l’attività elettrica della pelle, la pressione arteriosa, la respirazione toracica e addominale, la frequenza cardiaca, l’attività delle onde cerebrali (neurofeedback).
Diversi studi hanno rilevato come il biofeedback possa costituire una valida ed efficace alternativa terapeutica all’uso di farmaci nel trattamento di vari disturbi, tra cui l’ansia, l’ipertensione, la cefalea di tipo tensivo, l'emicrania, i disturbi psicofisiologici stress-correlati, l’insonnia, il deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD).
La caratteristica di non-invasività e di assenza di effetti collaterali, il coinvolgimento attivo della persona nella propria terapia e la possibilità di generalizzare le abilità apprese al contesto di vita quotidiano, insieme a una sempre più convincente base di scientificità degli interventi costituiscono un notevole punto di forza di questi metodi.
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