"Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso" (K. Blanchard)
Psicologo - Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott. Roberto Gava
ARTICOLI E APPROFONDIMENTI PSICOLOGIA SCOLASTICA  /  BULLISMO: CONSIGLI PRATICI

BULLISMO: CONSIGLI PER GENITORI, INSEGNANTI E RAGAZZI

Nonostante i quotidiani fatti di cronaca, il bullismo rimane ancora un fenomeno sconosciuto a molte famiglie. Ciò che la maggior parte dei genitori ignora non è tanto l’esistenza del problema sociale in sé, quanto il fatto che il disagio potrebbe riguardare da vicino il proprio figlio o la propria figlia.
Le vittime dei soprusi, infatti, parlano raramente con gli adulti delle violenze che subiscono. Si chiudono in se stessi, esitano a raccontare le proprie giornate, sorvolano su quei fatti che per loro rappresentano una perenne condizione di sofferenza. La ragione più evidente è che hanno paura di subire maggiori violenze per aver "parlato". Ma a ciò si associa quasi sempre un motivo ben più sottile e per questo più difficile da superare: i bambini vittime del bullismo si vergognano della propria debolezza, di non saper reagire, di essere il bersaglio preferito di quei ragazzi che tutti considerano dei leader e, non ultimo, di essere "quel che sono". Come dire: "sono diverso dagli altri ed è per questo che finisco vittima del bullo della scuola". Ecco allora che l’intervento degli adulti diviene determinante.

Alcuni consigli per i genitori:
- parlare e confrontarsi con gli insegnanti.
- prestare attenzione ai diversi segnali di malessere dei figli. Alcuni segnali di chi è vittima di bullismo possono essere: trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati; fare frequenti richieste di denaro; essere molto tesi, piagnucolosi e tristi dopo la scuola; presentare lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti; dormire male o bagnare il letto; raccontare di non aver nessun amico; rifiutarsi di raccontare ciò che avviene a scuola
- creare un clima nel quali i figli possano sentirsi liberi di parlare ai genitori di ogni argomento, compresi i rapporti con i compagni di scuola;
- trovare insieme ai figli strategie utili per fare fronte ai problemi, valorizzando l’iniziativa dei ragazzi;
- stimolare i ragazzi a trovare attività nuove e gratificanti, anche al di fuori della scuola, che possano aumentare la loro autostima;

Alcuni consigli per gli insegnanti:
- prendere consapevolezza del problema e non minimizzarlo, intervenendo prontamente di fronte a episodi di prepotenza, dando sostegno alle vittime ma considerando i bulli come persone da aiutare, oltre che da fermare;
- far capire da subito ai ragazzi che è importante affrontare il bullismo, creando un clima di ascolto reciproco e di fiducia;
- analizzare i bisogni della specifica scuola e monitorare costantemente il fenomeno (diffusione, frequenza degli episodi, numero dei ragazzi coinvolti, tipologie di bullismo), eventualmente anche con l’aiuto di un esperto;
- invitare i ragazzi a chiedere aiuto, spiegando che questo non è un atto di debolezza né un comportamento da "spia", ma un modo coraggioso per fermare il bullo;
- promuovere una politica scolastica antibullismo, in stretta collaborazione con i dirigenti scolastici e il personale non docente;
- promuovere una cultura di gruppo basata su solidarietà, collaborazione, empatia;
- trovare una soluzione insieme ai ragazzi, coinvolgerli in modo attivo nella ricerca di strategie per risolvere il problema;
- valorizzare il dialogo scuola-famiglia, creare un’alleanza educativa e un clima di collaborazione con i genitori degli studenti

Alcuni consigli per i ragazzi:
Per la vittima non è semplice reagire alle prepotenze. Tuttavia, ci sono alcuni comportamenti che possono essere d’aiuto.
Ecco alcuni consigli utili:
- non vergognarti per ciò che accade, non è in alcun modo colpa tua;
- ricordati che chiedere aiuto non significa essere una spia o un debole, ma è il primo passo per risolvere la situazione;
- sforzati di parlare con gli adulti e chiedi il loro aiuto senza vergognarti;
- racconta agli insegnanti quello che accade, magari con l’aiuto e l’appoggio di qualche compagno;
- parlane con la tua famiglia;
- l’isolamento non è una soluzione. Altri ragazzi possono essere stati coinvolti in episodi di bullismo, ricordati che non sei solo.

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