"L'intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire il modo di trarne profitto" (B. Brecht)
Psicologo - Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott. Roberto Gava
ARTICOLI E APPROFONDIMENTI STRESS E BENESSERE  /  LE TECNICHE DI BIOFEEDBACK

LE TECNICHE DI BIOFEEDBACK

Le più importanti e diffuse tecniche di biofeedback sono le seguenti: biofeedback elettromiografico (EMG), biofeedback termocutaneo (TEMP), biofeedback della conduttanza cutanea (GSR), biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), biofeedback elettroencefalografico (EEG) o neurofeedback.

Il biofeedback elettromiografico
 (EMG)
Il biofeedbak
  elettromiografico si  occupa  di  misurare  l'attività  dei vari gruppi muscolari, allo scopo di fornire al soggetto informazioni continue sul proprio stato di tensione muscolare.
Gli impieghi clinici del biofeedback EMG sono principalmente due: le tecniche di riabilitazione neuromuscolare dopo traumi e le tecniche di rilassamento.
In generale, si può dire che il biofeedback EMG sia attualmente la tecnica più impiegata nel campo del training del rilassamento e della terapia dell'ansia senza farmaci.
Il biofeedback EMG è, infatti, particolarmente utile per ottenere il rilassamento di gruppi muscolari specifici quali: masseteri nel bruxismo, frontale e muscoli del collo e delle spalle nelle cefalee muscolo-tensive e per ottenere il controllo del tono emotivo globale.

Il biofeedback termocutaneo (TEMP)
La procedura clinica del biofeedback termocutaneo consiste essenzialmente nel fornire indicazioni al soggetto sulla temperatura cutanea periferica (delle dita della mano), cosicché egli possa controllare volontariamente tale parametro.
L’uso del biofeedback termocutaneo si è dimostrato utile nella riduzione della cefalea di tipo emicranico e nel rilassamento psicofisico.
Le applicazioni cliniche di questa tecnica nella terapia dell’emicrania si fondano sulla relazione esistente tra bassa temperatura cutanea delle mani ed inizio della crisi cefalagica.
 Il training termocutaneo consente al paziente di imparare ad aumentare la temperatura delle mani provocando una vasodilatazione generale che in una percentuale considerevole stronca sul nascere l'episodio cefalagico.
La temperatura cutanea periferica è inoltre un indicatore abbastanza fedele del livello di attivazione dell'organismo. Infatti, in condizioni di stress emotivo si osserva una notevole vasocostrizione cutanea periferica, mentre il rilassamento psicofisico induce una vasodilatazione. Il biofeedback termocutaneo può quindi essere usato come tecnica di rilassamento generale psicofisico.

Il biofeedback della conduttanza cutanea
 (GSR)
La microsudorazione della mano è una manifestazione immediata degli stati d’ansia e dei vissuti emotivi. Quando ci si arrabbia o si diventa ansiosi, la sudorazione tende ad aumentare, spesso in quantità minima, non osservabile ad occhio nudo. E’ questo incremento dell’umidità che accresce la capacità cutanea di condurre una minima carica elettrica esistente tra due punti. Il Biofeedback GSR rileva questi minimi cambiamenti e li segnala, solitamente mediante un suono che aumenta o diminuisce secondo il mutare della conduttività.
Il biofeedback GSR è utile per potenziare l’apprendimento delle tecniche di rilassamento (es. Rilassamento Progressivo di Jacobson, Training Autogeno). Inoltre è spesso affiancato ad altre tecniche nel trattamento dei disturbi d’ansia, in particolare degli attacchi di panico e delle fobie.

Il biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)
La Heart Rate Variability (HRV) è la variabilità della frequenza cardiaca in risposta a vari fattori, quali il ritmo del respiro, gli stati emotivi, lo stato di ansia, stress, rabbia, rilassamento ecc.
In condizioni normali, la frequenza cardiaca risponde velocemente a tutti questi fattori e si modifica per facilitare l’adattamento dell'organismo alle diverse esigenze ambientali.
Il biofeedback HRV è oggi molto utilizzato, in modo particolare nelle persone con disturbi di panico, ansia fobica o che hanno difficoltà ad adattarsi a situazioni di stress: poiché in questi casi la variabilità cardiaca è significativamente ridotta, il trattamento ha lo scopo di insegnare al soggetto ad
 aumentare tale parametro.

Il biofeedback elettroencefalografico (EEG) o Neurofeedback
ll biofeedback EEG è un procedimento consistente nel monitorare l'attività
  elettroencefalografica allo scopo di far acquisire al soggetto la possibilità di controllare il tipo di ritmo EEG. I ritmi EEG più frequentemente utilizzati sono il ritmo Alfa per l’induzione di uno stato di rilassamento (stati d’ansia) e il ritmo Theta per indurre stati di sonnolenza (terapia dell’insonnia).
L'obiettivo che si persegue è la possibilità di raggiungere più facilmente condizioni psicofisiche di distensione, autocontrollo e benessere interiore.
La terapia basata sul neurofeedback è inoltre un’ottima alternativa alla terapia farmacologica nel trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD).

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“Nella scienza, come nella vita, vige il metodo dell’apprendimento per prove ed errori. L’ameba ed Einstein procedono allo stesso modo: per tentativi ed errori e la sola differenza rilevabile nella logica che guida le loro azioni è data dal fatto che i loro atteggiamenti nei confronti dell’errore sono profondamente diversi. Einstein, infatti, diversamente dall’ameba cerca consapevolmente di fare di tutto, ogni qualvolta gli capiti una nuova soluzione, per coglierla in fallo e di scoprire in essa un errore. Egli cioè assume un atteggiamento consapevolmente critico nei confronti delle proprie idee, cosicché mentre l’ameba morirà a causa dei suoi errori, Einstein sopravviverà proprio grazie ai suoi errori”.

- Karl Raimund Popper
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