"Anche la più cupa delle tenebre può essere rischiarata da un singolo raggio di luce" (San Francesco d'Assisi)
Psicologo - Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott. Roberto Gava
ARTICOLI E APPROFONDIMENTI STRESS E BENESSERE  /  APPLICAZIONI CLINICHE ED EFFICACIA TERAPEUTICA

BIOFEEDBACK: APPLICAZIONI CLINICHE ED EFFICACIA TERAPEUTICA

Negli ultimi decenni, l’utilizzo del biofeedback ha trovato campi di applicazione sempre più ampi e differenti e la comunità scientifica si è ampiamente occupata di valutarne l’efficacia.
L'Associazione di Psicofisiologia Applicata e Biofeedback (The Association for Applied Psychophysiology and Biofeedback) ha posto dei criteri per determinare il livello di efficacia dell’uso delle tecniche di biofeedback (Moss e Gunkelman 2002, LaVaque ed altri 2002). L'efficacia è stata
 valutata passando in rassegna gli studi scientifici condotti su ogni specifico disturbo.
Va sottolineato che un livello di efficacia alto non significa "certezza del risultato". Viceversa, un livello di efficacia basso non significa "fallimento certo del risultato", ma semplicemente che gli studi disponibili non possiedono i criteri stabiliti per livelli di efficacia più elevati.

Livello 5 - Efficace e specifico
- Incontinenza urinaria femminile

Livello 4 - Efficace
- ADHD - disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività
- Ansia
- Cefalea di tipo tensivo, emicrania (adulti)
- Dolore temporo-mandibolare
- Incontinenza urinaria (uomo)
- Ipertensione

Livello 3 - Efficacia probabile
- Alcolismo/Abuso di sostanze
- Artrite
- Asma
- Dolore cronico
- Epilessia
- Disturbi dell’eliminazione fecale
- Insonnia
- Danno cerebrale da trauma cranico

Livello 2 - Efficacia possibile
- Acufene
- Danno da movimento ripetuto
- Depressione
- Disturbo da ostruzione polmonare cronica
- Diabete mellito
- Distonia della mano
- Disturbi da movimento (mal d
auto, ecc.)
- Disturbo post-traumatico da stress
- Fibromialgia/Fatica cronica
- Incremento del sistema immunitario
- Incontinenza urinaria (bambini)
- Infarto del miocardio
- Paralisi cerebrale
- Sindrome di Raynaud
- Sindrome da intestino irritabile
- Stroke/Ictus cerebrale
- Ulcerazione dei piedi
- Ventilazione meccanica

Livello 1 - Non supportato empiricamente
- Autismo
- Disturbi alimentari
- Lesioni spinali
- Sincope

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“Nella scienza, come nella vita, vige il metodo dell’apprendimento per prove ed errori. L’ameba ed Einstein procedono allo stesso modo: per tentativi ed errori e la sola differenza rilevabile nella logica che guida le loro azioni è data dal fatto che i loro atteggiamenti nei confronti dell’errore sono profondamente diversi. Einstein, infatti, diversamente dall’ameba cerca consapevolmente di fare di tutto, ogni qualvolta gli capiti una nuova soluzione, per coglierla in fallo e di scoprire in essa un errore. Egli cioè assume un atteggiamento consapevolmente critico nei confronti delle proprie idee, cosicché mentre l’ameba morirà a causa dei suoi errori, Einstein sopravviverà proprio grazie ai suoi errori”.

- Karl Raimund Popper
Roberto Gava Psicologo-Psicoterapeuta
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