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PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Il mio approccio: comprendere il problema per costruire nuove possibilità

“Non possiamo sempre scegliere ciò che ci accade, ma possiamo comprendere il modo in cui lo stiamo vivendo e scoprire possibilità che, fino a quel momento, non riuscivamo a vedere.”
Sentieri che si aprono verso nuove possibilità

Nel mio lavoro faccio riferimento principalmente alla psicoterapia costruttivista, un approccio che parte dall'idea che ogni persona abbia un proprio modo di comprendere se stessa, gli altri e ciò che le accade.

Di fronte alla stessa situazione, infatti, persone diverse possono vivere esperienze molto differenti. Se una persona a cui teniamo non risponde a un nostro messaggio, per esempio, possiamo pensare che sia semplicemente impegnata, preoccuparci che le sia successo qualcosa oppure temere che sia infastidita con noi o che non abbia più interesse a sentirci.

La situazione è la stessa, ma può cambiare profondamente il significato che quell'esperienza assume per ciascuno di noi.

Questi significati si costruiscono nel corso della nostra vita, attraverso le esperienze che facciamo e le relazioni che viviamo. Poco alla volta sviluppiamo un nostro modo di vedere noi stessi, gli altri e ciò che possiamo aspettarci da loro e dal mondo che ci circonda.

Possiamo arrivare, per esempio, a considerarci forti o fragili, adeguati o inadeguati, autonomi o dipendenti. Possiamo aspettarci dagli altri disponibilità e affidabilità oppure temere il giudizio, il rifiuto o l'imprevedibilità.

Comprendere una persona significa allora cercare di vedere il mondo, per quanto possibile, attraverso i suoi occhi: capire che significato hanno per lei gli eventi che sta vivendo e perché possono farla soffrire, preoccupare o sentire in difficoltà.


Quando ci sentiamo bloccati


Chi decide di rivolgersi a uno psicologo spesso ha già cercato a lungo di risolvere il proprio problema. Ha riflettuto, cercato spiegazioni, chiesto consigli, provato a evitare ciò che lo fa stare male o a tenere sotto controllo quello che prova.

Eppure, qualcosa continua a ripetersi.

E allora possono sorgere domande alle quali non è facile trovare una risposta:

Perché continuo a preoccuparmi anche quando so che probabilmente non succederà nulla?

Perché ho così bisogno di controllare?

Perché continuo a cercare rassicurazioni?

Perché rimango in una relazione che mi fa stare male?

Perché evito proprio ciò che vorrei riuscire a fare?

Perché continuo a comportarmi nello stesso modo, anche se so che poi starò peggio?

Da una prospettiva costruttivista è importante capire perché, nonostante il malessere, può essere così difficile agire diversamente.

Anche ciò che a prima vista può sembrare incomprensibile può avere un significato: può esserci la paura di ciò che potrebbe accadere, il bisogno di proteggersi, il tentativo di evitare una situazione che ci mette in difficoltà o di non perdere qualcosa di importante.

Guardare il problema da questa prospettiva permette di non fermarsi a ciò che fa soffrire, ma di capire che cosa tiene in vita quella difficoltà e perché può essere così difficile uscirne.

Molte persone arrivano in terapia descrivendo la propria esperienza con parole molto simili:

«Mi sento bloccato.»

«È come se fossi in trappola.»

«Continuo a ritrovarmi sempre nello stesso punto.»

«So che vorrei cambiare, ma non riesco.»

Sono parole che esprimono bene una sensazione comune a molte forme di sofferenza psicologica: non riuscire più a trovare una strada diversa da quelle già percorse.

È come muoversi all'interno di uno spazio che conosciamo molto bene. Sappiamo quali strade percorrere, quali evitare e che cosa aspettarci. Per molto tempo questi percorsi ci hanno permesso di orientarci e, in qualche modo, hanno funzionato.

Poi qualcosa cambia.

Quello stesso spazio comincia a diventare stretto. Continuiamo a percorrere le strade che conosciamo, ma ci riportano sempre negli stessi luoghi. Altre possibilità possono esserci, ma in quel momento non riusciamo a vederle oppure ci sembrano troppo difficili da percorrere.

È quello che può accadere, per esempio, a chi teme fortemente il giudizio degli altri: esporsi può significare rischiare di sentirsi umiliato, mentre evitare significa rinunciare a qualcosa che vorrebbe fare.

Chi sente di dover avere sempre tutto sotto controllo può trovare sicurezza nel controllo, mentre lasciare spazio all'incertezza può sembrare troppo rischioso.

Chi teme di essere abbandonato può desiderare di avvicinarsi a qualcuno e, nello stesso tempo, temere che esporsi lo renda vulnerabile al rifiuto.

In situazioni come queste, le possibilità di movimento sembrano restringersi. Non perché non esistano altre strade, ma perché alcune fanno troppa paura, altre sembrano comportare conseguenze difficili da affrontare e altre ancora possono non essere nemmeno visibili in quel momento.

Visto dall'esterno potrebbe sembrare semplice dire: «Potresti fare diversamente». Ma dall'interno di quell'esperienza, quel “diversamente” può sembrare tutt'altro che semplice.

E può accadere qualcosa di paradossale: più cerchiamo di liberarci percorrendo le strade che conosciamo, più abbiamo la sensazione di non avere una via d'uscita.

Non perché non vogliamo stare meglio, ma perché, in quel momento, quelle possono sembrarci le uniche strade possibili.


Non esiste un unico modo di vedere le cose


Un principio fondamentale del costruttivismo è quello dell'alternativismo costruttivo: ciò che viviamo può essere compreso e affrontato in modi differenti.

Questo non significa cercare una versione più rassicurante della realtà, convincersi che tutto andrà bene o che possiamo fare qualsiasi cosa.

Significa riconoscere che il modo in cui oggi vediamo noi stessi, gli altri e ciò che ci accade non è necessariamente l'unico possibile.

Una persona può aver vissuto a lungo sentendo di dover essere impeccabile per sentirsi adeguata, di non poter deludere gli altri, di dover controllare ciò che accade per sentirsi al sicuro o di non potersi mostrare vulnerabile senza rischiare di essere ferita.

Da una prospettiva costruttivista, questi modi di vedere e affrontare le esperienze non sono qualcosa che possiamo semplicemente decidere di cambiare. Hanno un significato e fanno parte del modo in cui la persona ha imparato a orientarsi nel proprio mondo.

Possono però essere esplorati e messi alla prova attraverso esperienze diverse, fino a comprendere che ciò che sembrava l'unico modo possibile di vedere o affrontare una situazione può essere soltanto uno dei modi possibili.

L'obiettivo non è quindi trovare “il modo giusto”, ma aprire possibilità che fino a quel momento erano difficili da vedere, da percorrere o persino da immaginare.


Aprire nuove possibilità


Da questa prospettiva, la psicoterapia può diventare uno spazio nel quale comprendere come una persona è arrivata a trovarsi nel punto in cui si trova, esplorare ciò che rende così difficile uscirne e sperimentare possibilità diverse.

Comprendere il problema non significa necessariamente individuarne la causa. Significa comprenderne la trama: che cosa la persona teme, che cosa cerca di proteggere, che cosa si aspetta possa accadere e perché alcune strade, nonostante la sofferenza che comportano, continuano a sembrarle le uniche percorribili.

Quando questa trama comincia a diventare più chiara, possiamo iniziare a mettere alla prova qualcosa di diverso: avvicinarci a ciò che prima sembrava troppo difficile, sperimentare altri modi di stare nelle situazioni e costruire possibilità che fino a quel momento non sembravano percorribili.

Un'altra strada. Un movimento diverso. Una possibilità che, fino a quel momento, sembrava non esserci.

Il cambiamento, da questa prospettiva, non significa necessariamente diventare un'altra persona o correggere qualcosa che non va in noi. Può significare avere più possibilità di scelta là dove prima sembrava essercene una sola.

Non possiamo cambiare ciò che ci è accaduto, né controllare completamente ciò che ci accadrà. Possiamo però costruire modi diversi di vivere le nostre esperienze, di affrontarle e di muoverci nel nostro mondo.

Quando ci sentiamo bloccati tendiamo naturalmente a cercare con tutte le nostre forze una via d'uscita. Ma qualche volta il cambiamento non consiste nel continuare a percorrere la strada che già conosciamo. Consiste nell'accorgerci che può esserci una porta dove, fino a quel momento, avevamo visto soltanto una parete.

«Quando un problema ci accompagna da molto tempo, può sembrarci che il nostro modo di vivere e affrontare certe situazioni sia l’unico possibile. Il cambiamento può cominciare quando riusciamo a comprenderne il significato e a fare esperienza di possibilità diverse, sperimentando nuovi modi di rapportarci a noi stessi, agli altri e alle situazioni che viviamo. Cambiare può significare proprio questo: costruire nuove possibilità di scelta dove prima sembravano non esserci alternative.»
Dr. Roberto Gava
Psicologo psicoterapeuta
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